Carcere di Marassi senza mascherine. Spuntano gli “swiffer”
Pagani (Uil Pa Polizia Penitenziaria): <Non è il momento di abbassare la guardia Detenuti tradotti e trasferiti senza Dpi>
<Non è il momento di abbassare la guardia – dice il segretario regionale della Uil Pa Polizia Penitenziaria Fabio Pagani -. Stamani abbiamo dovuto tradurre due detenuti ad Alessandria per videoconferenza utilizzando mascherine riciclate. Le scorte sono ormai terminate. Abbiamo messo in atto tutte le misure precauzionali possibili e immaginabili , ma senza gli adeguati strumenti di protezione tutto diventa inutile>.
Pagani rivolge un appello alle istituzioni: Regione, Protezione Civile, Comune di Genova: <Fornite il carcere di dispositivi – dice – perché se abbiamo impedito che il tremendo virus entrasse in carcere, da questo momento non possiamo più farlo. Siamo privi dei dispositivi di protezione, soprattutto da fornire ai detenuti. Ora non è il momento di abbassare la guardia. Marassi è un istituto che oltre ad essere sovraffollato – 700 detenuti sui 450 previsti – ha bisogno di maggiore attenzione. Bisogna tenere alta la guardia , altrimenti si rischia il collasso e la Polizia Penitenziaria questa volta non riuscirebbe a garantire il totale controllo dell’istituto>




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